Mautrice Guibert – Toulouse-Lautrec nel suo studio, Parigi, 1894 ca.

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Mautrice Guibert – Toulouse-Lautrec nel suo studio, Parigi, 1894 ca.
Siamo a Montmartre, fulcro della bohème parigina di fine ‘800.
È l’epoca della perdizione, dei bordelli, dell’assenzio, del Moulin Rouge, della Belle Èpoque come mito ideale della gioia di vivere fuori dagli schemi.
Simbolo indiscusso di questo contesto è certamente Henri de Toulouse-Lautrec, artista post-impressionista che incarna lo spirito grottesco dell’epoca.
Nella foto un ritratto di Toulouse-Lautrec di Mautrice Guibert
Miope, bleso, affetto da picnodisostosi (grave forma di nanismo, 1,52 m d’altezza), ricoverato per alcolismo, assiduo frequentatore di case chiuse, rappresenta esattamente lo spirito dell’outsider del periodo.
Raggiunse fama internazionale per le sue opere, icona della vita sregolata dei sobborghi bohémien di Parigi, e nella foto sopra lo vediamo contemplare le sue opere assieme a, probabilmente una prostituta nel suo studio in Rue Tourlaque 7, all’incrocio con Rue Caulaincour 27 (oggi numero 21).
Del fotografo che scattò la foto sappiamo ben poco. È Maurice Guibert, nato nel 1815 e morto nel 1913, era rappresentante per la ditta di champagne Moët et Chandon, membro attivo della Société française de photographie.
Nella foto Maurice Guibert
L’aspetto più interessante è che egli pratica la fotografia solo ed esclusivamente per diletto, senza nessuna pretesa di elevare il suo operato ad arte.
Guibert è autodidatta e la sua è una fotografia privata, intima, ironica e sinceramente divertente.
Anche nel ritrarre il suo amico artista è anticonvenzionale.
Un fotomontaggio di Maurice Guibert in cui Toulouse-Lautrec ritrae se stesso (1892 ca.).
Prendiamo in esame la prima fotografia, divenuta ormai uno dei simboli per eccellenza dello spirito bohémien parigino.
È evidentemente un ritratto all’artista della Belle Epoque, ma Lautrec non è né intento a dipingere né è in posa, come era convenzione al tempo. Non è al lavoro, ma contempla la sua opera “Al Salon di rue des Moulins”, e all’interno dell’inquadratura sembra avere una funzione puramente estetica, sembra quasi sistemato lì per creare una geometria simmetrica con la ragazza, quando in realtà è il reale soggetto dello scatto.
L’atelier è inconsuetamente ordinato, fatto decisamente inverosimile e che evidenzia l’attenzione del fotografo alla composizione, anche se non professionista.
Ma cosa rappresenta questa fotografia? Difficile rispondere in modo certo.
Chi è la donna con la lancia?

touluse lautrec

Probabilmente è una prostituta che si riconosce nel dipinto al centro. Potrebbe essere una risposta plausibile per via del fisico di proporzioni non accademiche, e per l’indifferenza nell’esporre la sua nudità difronte l’obiettivo della macchina fotografica.
Impossibile saperne di più, anche perché l’unico documento che abbiamo è una stampa delle dimensioni 24 x 35 cm senza alcun appunto, oggi conservata nella Biblioteca nazionale di Parigi.
Nonostante ciò questa, insieme ad altre preziose fotografie di Guibert, rappresentano alcune tra le prime sperimentazioni di un utilizzo differente della fotografia, e rappresentano una fondamentale documentazione degli ambienti bohémien di fine ‘800.

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