Alfred Eisenstaedt : Il giorno della vittoria – Time Square, New York, 15 Agosto del 1945

“Il giorno della vittoria degli alleati sui giapponesi vidi a Time Square un marinaio che correva
per strada, acciuffando ogni ragazza che gli capitava a tiro… gli corsi in contro con la mia Leica
in mano, ma nessuna delle fotografie che potei scattare mi soddisfaceva pienamente. D’un
tratto vidi che afferrava veloce qualcosa di bianco. Mi girai e scattai nell’istante in cui baciava
l’infermiera. Se lei avesse indossato un vestito scuro, o lui avesse avuto un’uniforme bianca, la
foto non sarebbe riuscita”.

Con queste parole Alfred Eisenstaedt descrisse Il giorno della vittoria, la fotografia più
famosa dell’annuncio della resa giapponese.
È il 15 Agosto del 1945, e alle 12.00, ora locale in Giappone, Radio Tokio trasmette la
comunicazione dell’imperatore Hirohito: i giapponesi sono disposti ad accettare le condizioni
di resa dell’accordo di Potsdam.
Era dall’attacco di Pearl Harbor nel dicembre del 1941 che l’America era impegnata sul fronte
del Pacifico. Nella settimana precedente la resa, l’America aveva dato una nuova orribile
maschera alla guerra, sganciando le bombe tristemente celebri atomiche su Hiroshima e
Nagasaki, uccidendo 200.000 persone. L’aspettativa di vita media di un soldato americano in
certi punti del fronte giapponese era di circa 3 settimane. Mai nella storia dell’umanità, era
esistita una guerra tanto feroce ed orribile, nella quale il progresso scientifico e tecnologico
fosse stato usato per fini così crudeli. Ogni limite era stato superato, e ci si chiedeva fino a che
punto si potesse continuare in quelle condizioni.

La tanto agognata pace, in modo quasi surreale, era finalmente diventata realtà.
La notizia della fine del conflitto fece riversare in strada tutta New York, e l’euforia abbracciò
con i suoi festeggiamenti l’intera città. Alfred Eisenstaedt, che fotografa per la rivista Life
dal 1936, accorse a Time Square per immortalare quel momento, che in modo così decisivo
cambiò il corso della Storia.
Tra la folla notò un marinaio che, preso dall’entusiasmo, baciava tutte le donne, belle e brutte,
vecchie e giovani, senza distinzione. Fu quando avvolse un’infermiera in divisa che scattò la
fotografia che gli valse la copertina di Life.

Il marinaio stringe a se in modo passionale l’infermiera, baciandola in bocca. Con un braccio
le cinge il fianco e con l’altro stringe il suo petto a lui, con una sfacciataggine concessagli
esclusivamente dal momento storico. Lei sembra divincolarsi, e la gamba destra non poggia
a terra, dando all’immagine l’idea del dinamismo della situazione. Intorno al bacio, fulcro
della fotografia, si vede Time Square affollata per i festeggiamenti: sulla sinistra due marinai
osservano divertiti la scena, mentre sulla destra un’anziana signora sorride all’esuberanza
dei due giovani. Non è un bacio d’amore, è un bacio alla gioia di vivere, di vivere una nuova
vita, lontano dai timori dei bombardamenti, dalle paure per i figli e gli amici impegnati a
combattere al fronte.

Per anni l’identità dei soggetti fu avvolta nel mistero, ma oggi si sa che si tratta di George
Mendonsa e Greta Friedman, entrambi ancora in vita.
A nessuno importa che quei due ragazzi, pochi istanti dopo, riprenderanno ognuno la loro
strada per non incontrarsi mai più, sono loro il simbolo dell’addio alla più devastante guerra
globale di tutti i tempi.

“In molti mi hanno detto che si ricorderanno di questa foto, anche quando io sarò da molto
tempo in paradiso” commentò in seguito Alfred Eisenstaedt.

 

L’87enne Gloria Bullard – un’altra infermiera che ha assistito a quella scena e che appare lateralmente nella foto di Victor Jorgensen – si è prestata per la celebrazione insieme al pilota Jerry Yellin. Alle loro spalle, sullo schermo gigante di Times Square, è stato proiettato un mosaico del bacio appassionato composto da centinaia di immagini di coppie che si sono formate o riunite negli anni ’40. La donna protagonista della famosa fotografia, Edith Shain, è morta a Los Angeles nel 2010. (foto afp – fonte: repubblica.it)

 

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